Blaterato Da AcidaComunque alle ore 20:17
giovedì, 29 gennaio 2009

Oggi il Panda mi faceva notare come il mio post di ieri sia un pochino, come dire, triste.
Ed effettivamente, diciamocelo, lo è. Fa parte di quei post che si fanno in un momento di scazzo, un po' così, ma che poi già la mattina dopo ti domandi perchè cavolo ti sei buttata giù così.

Per redenzione oggi parlerò di una cosa che mi fa tremendamente felice.

Parliamo del Panda.

Il Panda è un animale in via d'estinzione, lo si evince già dal look anni '70 con contaminazioni street style e una camminata che si potrebbe definire da Buttafuori del Far West.

Il Panda è onnivoro, nel senso che mangia tutto a quasi tutte le ore, tranne in sporadici casi in cui, preso da sensi di colpa e smanie da fotomodello, decide di stare a digiuno per tre giorni. In quei casi è solito mettere all'ingrasso i suoi coinquilini, specie la Pingua.

Pur essendo un animale sedentario, il Panda è dotato di un fisichetto niente male che tiene costantemente in allenamento, grazie anche agli spartani sforzi della Pingua, che per il suo bene si sacrifica dalle 1 alle 3 volte al giorno, 4 se proprio si vuole andare a letto tranquilli.

Il Panda solitamente dorme poco nel suo letto. Preferisce zone più confortevoli quali il divano o tra le braccia della Pingua sul divano. Nel secondo caso il pisolino ha durata che può variare dai 10 minuti all'oretta. Dopodichè la Pingua lo sveglia, ricordandogli in maniera cordiale ma ferrea i suoi esercizi quotidiani.

Il Panda ha soltanto quattro sensi, per un probabile deficit evolutivo. Il quinto, il TATTO, sembra non essere particolarmente sviluppato.

Il Panda è un animale pacifico se guardato da lontano e non infastidito. Se volete vedere un Panda arrabbiato ci sono alcuni metodi efficaci. 1) Sferrargli piccoli schiaffetti o calcetti in qualsivoglia parte del corpo; 2) Ripetere per tre o quattro volte lo stesso concetto con termini diversi; 3) Contrariarlo su temi scottanti quali la politica o la religione.  Il Panda arrabbiato solitamente regredisce allo stadio evolutivo vissuto nel Cretaceo delle zone Romane, emettendo versi gutturali e di intonazione baritonale, che tradotti significano: "Levete"; "Hai rotto il cazzo."; "Me rompi i cojoni.".

Il Panda è un animale curioso, segno di una spiccata intelligenza. Un'intelligenza acuta, tra l'altro, che arriva a conclusioni perlopiù esatte in tempi molto brevi. Dotato di spirito critico, il Panda seleziona egregiamente chi deve far parte della sua vita e in che modo. Questo lato del suo Pandesco Carattere lo porta ad essere solitario e riflessivo.

Il Panda è un discreto oratore, quando vuole. Ma, a causa della sua riflessività succitata, a volte si incarta nei suoi stessi ragionamenti, risultando così poco chiaro sulla sua volontà, sebbene essa sia BEN CHIARA nella sua testa. Questo di tanto in tanto comporta scontri verbali con la Pingua che, spaesata, solitamente blatera a caso, ripetendo gli stessi concetti con termini diversi più e più volte, ottenendo l'effetto di cui sopra. Solitamente questi scontri verbali si concludono con l'ormai noto Ballo della Pingua.

Il Panda nel periodo degli amori se la tira in maniera indicibile, dicendo "Ti amo" per poi ritrattare e dire "Io con te occupo il tempo" e concludendo "Ti amo, vuoi stare con me"?

Il Panda è dotato di un forte senso dello humor, che varia dallo humor inglese allo sboccacciato romano di periferia.

Il Panda è un maestro nella presa del Cavallo Selvaggio.

Il Panda è solitamente testardo in tutti i campi. Difficilmente molla un'idea o un progetto che ha in mente.

Il Panda è un sognatore che spera, il che fa di lui un animale assolutamente affascinante.

Il Panda è tantissime altre cose, ma siccome è tardi voglio dire semplicemente che il Panda è un'animale straordinario, assolutamente unico, assolutamente perfetto se accoppiato ad una Pingua. E si dice in giro che la Pingua sia perdutamente innamorata del Panda. E dicono anche che viceversa.

Fine della Puntata

.::Pingua Angela::.

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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 21:39
mercoledì, 28 gennaio 2009

In questo periodo mi ricapita spesso di ripensare alla mia vita, per vari motivi che è futile spiegare.
Diciamo che è un'operazione che faccio di tanto in tanto, con l'unico intento di riflettere, vedere dove ho sbagliato, se posso migliorare, se posso cambiare o se sono cambiata già in qualche modo.

Ed è da oggi pomeriggio che piango quasi senza sosta, quasi senza motivo, quasi senza voglia. Mentre piangevo, mi rendevo conto che erano stralci di pianto che mi portavo dietro da un bel po'. Vivo in una casa con tante persone e quando uno piange l'altro chiede perchè. Per me è difficile voler dare spiegazioni al mio pianto, perchè il mio pianto è retroattivo. Solitamente piango per cose accadute molto tempo prima o perchè ripenso a cose sepolte nella mia memoria e ricicciate fuori a caso, per una casuale associazione di idee. Quindi diciamo che il mio pianto di oggi è stato causato da un'accozzaglia di motivi, sommati a residui di pianti silenziosi (che, diciamolo, non danno mai la stessa soddisfazione di un pianto singhiozzante, lacrimoso e rumoroso) con un pizzico di rabbia che fa parte di me e che se ne sta sempre lì nel suo cantuccetto, pronta per essere sfogata in qualche modo.

Ma veniamo al dunque, che ci siamo arrivati al dunque. Sei arrabbiata? Perchè sei arrabbiata?
Sì sono arrabbiata. Perchè ho paura. E io non sopporto la paura. E di cosa hai paura?
Di soffrire per amore. E' una cosa che mi manda ai pazzi. Ho sempre cercato di gestire il mio cuore, di fare in modo che non mi creasse problemi. Ho sempre cercato situazioni mentalmente ed emotivamente domabili. Perchè forse, checchè io continui ancora a parlare come se tutto fosse passato, io la storia dei miei non l'ho ancora digerita, e sì che sono passati anni!!
Poi un giorno arriva. L'amore dico. Quello che hai sempre evitato. Quello che in un istante sarebbe capace di mandarti a puttane una vita intera. Quello che ti costringe a scoprirti, quello che ti costringe a uscire da te, quello che ti costringe a desiderare di volere qualcosa di buono per qualcun'altro. Quello che ti costringe a mettere tutta la tua felicità e le tue speranze nelle mani di un'altra persona. Quello che ti costringe a capire che non esistono più i tuoi soli spazi, ma che qualcuno può entrarti dentro e rimanerci. Proprio lì dove a volte non ti avventuri nemmeno tu, perchè è troppo buio (Battute sconce severamente vietate <.<).
Quello che tu sai che se non ci si muove con cautela farà male. Cazzo se farà male.

Bon, basta, è un post che non ha una conclusione. Io sta paura me la tengo, la rabbia me la tengo almeno finchè non trovo la soluzione. E dopo che l'avrò trovata, agirò di conseguenza.

.::Acida::.
.
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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 21:30
venerdì, 23 gennaio 2009

Seduta. Penso.

Quello che vorrei è colpirti, stupirti. Ma so che se mi impegno a stupirti, risulto banale e goffa, se voglio colpirti il modo migliore è darti un calcio e farti arrabbiare.

Quindi sarò me stessa. Per ora dimentica Acida, anche se sei nel suo blog. E guarda me.

In fondo noi il tempo l'abbiamo fregato in un modo che mi è ancora difficile spiegare. Abbiamo età diverse e non ne sentiamo il peso, sembrava non fosse il momento di stare insieme invece eccoci, in ogni sguardo passa il tempo di una vita,  scorre così veloce e così lento allo stesso momento. Il tempo l'abbiamo fregato, questo è un dato di fatto.

E in questo non-tempo ci sono parole, ci sono respiri, ci sono mani, ci sono baci.

I tuoi baci, la tua bocca.

Quando ti ho visto la prima volta hai l'angolo sinistro della bocca, in una specie di sorriso. Lo fai quando sei imbarazzato.
Quando dormi protendi le labbra in avanti, sembri un bambino.
Quando sei pensieroso le stringi tra i denti.
Quando sei arrabbiato le arricci appena, scuro in viso. E fai quasi paura.
Quando ridi le tendi, eppure rimangono morbide e grandi.
Quando sei concentrato le lasci semi aperte.

E quelle labbra vive danno a me la vita quando le sfioro con le mie.

Più delle tue mani, più del tuo respiro, più del tuo sguardo, sono le tue labbra.
Mi ricordo il brivido del nostro primo bacio. Ti guardavo negli occhi, desideravo la tua bocca. Poi ti ho baciato e lì ho capito.
Capito che su quelle labbra avrei vissuto, da quelle labbra sarei rinata. Con le tue labbra hai preso la mia anima e l'hai fatta tua. Mi hai cercata e scoperta, ora quello che sai lo devi ai tuoi baci. Se sono tua lo devi a quel momento, in cui inconsapevolmente hai rubato ciò che tenevo nascosto dentro.

Poi altri baci, altri attimi. Con i tuoi baci più passionali o quelli più dolci, quelli più arrabbiati, quelli gelosi.

Tu comunichi tutto con quelle labbra, per questo le amo e le temo.

Eppure non riesco a staccarmi, non riesco a non desiderarle ancora sulle mie, sulla mia pelle.

Ti avevo promesso un post sulle tue labbra, perchè sono lo specchio del tuo cuore.
Non solo per quelle sensazioni puramente fisiche, che tu già conosci. I brividi, i desideri, i sospiri. Quelle tu le sai, sai che le tue labbra sono il mezzo con il quale puoi farmi morire.
Non sai che la tua bocca è ciò che ti rende unico, perchè la tua bocca esprime i tuoi pensieri. E io amo i tuoi pensieri. Anche quando sono totalmente opposti ai miei.
E quando non dici, sono le tue espressioni, il modo in cui le tue labbra si crucciano o si stendono che mi fanno capire. E il famoso "rumore dei tuoi pensieri" è la tua bocca. Quella bocca che io amo, perchè tua.

Perchè in fondo, amore mio, tu lo sai perchè sto scrivendo, tu sai che il mio ultimo respiro, quando avverrà, si poserà sulle tue labbra, e sarà tuo per sempre. Perchè la mia anima sa già che lì, sulla tua bocca, c'è il suo Paradiso.

Così come io oggi so che non ci saranno più altre labbra sulle mie, se non le tue.

E così come so che la nostra Aurora avrà la tua bocca.


Così come so che io ti Amo.

.::PinguaComunque::.

P.S. E poi fai anche gli schioppettini con le labbra quando dormi, mi sembra già più che sufficiente come motivazione per scrivere un post.  U_U

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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 15:01
lunedì, 01 dicembre 2008

Not a pretty girl




You had time

 

 

 

Not a pretty girl 


I am not a pretty girl
that is not what I do
I ain't no damsel in distess
and I don't need to be rescued
so put me down punk
maybe you'd prefer a maiden fair
isn't there a kitten stuck up a tree somewhere

I am not an angry girl
but it seems like I've got everyone fooled
every time I say something they find hard to hear
they chalk it up to my anger
and never to their own fear
and imagine you're a girl
just trying to finally come clean
knowing full well they'd prefer you
were dirty and smiling

and I am sorry
I am not a maiden fair
and I am not a kitten stuck up a tree somewhere

and generally my generation
wouldn't be caught dead working for the man
and generally I agree with them
trouble is you gotta have youself an alternate plan
and I have earned my disillusionment
I have been working all of my life
and I am a patriot
I have been fighting the good fight
and what if there are no damsels in distress
what if I knew that and I called your bluff?
don't you think every kitten figures out how to get down
whether or not you ever show up

I am not a pretty girl
I don't want to be a pretty girl
no I want to be more than a pretty girl


You Had Time

how can I go home
with nothing to say
I know you're going to look at me that way
and say what did you do out there
and what did you decide
you said you needed time
and you had time

you are a china shop
and I am a bull
you are really good food
and I am full
I guess everything is timing
I guess everything's been said
so I am coming home with an empty head

you'll say did they love you or what
I'll say they love what I do
the only one who really loves me is you
and you'll say girl did you kick some butt
and I'll say I don't really remember
but my fingers are sore
and my voice is too

you'll say it's really good to see you
you'll say I missed you horribly
you'll say let me carry that
give that to me
and you will take the heavy stuff
and you will drive the car
and I'll look out the window making jokes
about the way things are

how can I go home
with nothing to say
I know you're going to look at me that way
and say what did you do out there
and what did you decide
you said you needed time
and you had time

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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 18:35
lunedì, 17 novembre 2008

Perche Persisto nel Pericoloso Parto di Paranoie? Pare Proprio che Purtroppo non Possa Piantarla!
Pericoloso Pensare di Poter Prevenire.  Perciò Proseguirò nel Porre le mie Paure Pertinaci nei Pantaloni del Povero Panda. Purtroppo.


.::P per Paranoia::.
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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 17:29
domenica, 16 novembre 2008

Don't give up
It's just the weight of the world
When your heart's heavy
I will lift it for you

Non credevo che avrei mai potuto provare tutto questo. E non credevo che tutto questo sarebbe potuto esistere per me. Con te, che quando mi guardi mi fai sentire una regina, che quando mi sorridi sornione mi fai sentire tua complice, che quando mi tieni la mano è come se stessi trattenendo a te la mia anima.

Don't give up
Because you want to be heard
If silence keeps you
I...I will break it for you

Te l'ho promesso, amore mio. O forse l'ho promesso a me stessa e non te l'ho detto. Quello che senti, quello che sei, quello che leggo nei tuoi occhi, fra le righe di frasi buttate lì, mai a caso ma forse distrattamente, voglio ascoltarlo, capirlo, farlo mio. E quei tuoi silenzi così eloquenti, che sto imparando ad amare, che mi facevano paura... Continuerò ad interpretarli, a spezzarli quando vedrò che stai per esplodere e a lasciarli lì quando capirò che non ti servirà parlare, ma solo vedermi lì.

Everybody wants to be understood
Well I can hear you
Everybody wants to be loved
Don't give up
Because you are loved

Ti guardavo dormire. I miei pensieri, cullati dal tuo respiro cadenzato, hanno preso strade che non avrei mai immaginato, raggiunto orizzonti spaventosi per la mia mente razionale. Mi avvicinavo appena, il giusto per sfiorarti una spalla. Gli occhi chiusi ed io assolutamente distratta non mi sono accorta che respiravamo all'unisono. Quando me ne sono resa conto, avrei voluto svegliarti, dirti quanto ti amo, accoccolarmi tra le tue braccia e sentirmi dire che in fondo non c'è niente di cui aver paura. (Dimmi che tu già il futuro lo sai).

Don't give up
It's just the hurt that you hide
When you're lost inside
I...I will be there to find you

Ti ho visto stanotte, ti ho trovato stamattina. Sentirti così simile a me, così vicino in quello che provi... E poi abbracciarti, baciarti, toccarti, sospirare con te senza averne mai abbastanza perchè eravamo uno. Non più due. E allora in quel momento eravamo uguali. E allora in quel momento i nostri sogni non sono sembrati poi così lontani. E allora ti prego, dimmi che non finisce adesso, che è solo l'inizio. Perchè due notti non sono abbastanza. E piangevo di nascosto, se mi chiedi perchè non so dirtelo. Ero solo tremendamente felice ieri mattina, quando dormivi con le mani sotto al cuscino, sempre nella stessa posizione per mezz'ora e respiravi piano. E allora esco, amore mio, non svegliarti ora mentre mi fumo una sigaretta e piango un po' perchè sono felice. Torno, dormi ancora. Ti ho trovato. 

Don't give up
Because you want to burn bright
If darkness blinds you
I...I will shine to guide you

Questo te l'ho detto, ne sono sicura.  Non voglio perdermi un solo istante delle tue emozioni, non tenermene fuori. Appoggiati a me, ed io lo farò con te. Perchè non ho mai creduto a niente come a questo. Alle mie labbra contro le tue, al tuo profumo sul cuscino e in tutta la stanza, ai sorrisi fugaci intorno ad un tavolo, alle gare dove tanto si sa che perdo, ma quando vinco sono affari tuoi, alle tue mani che cercano le mie, ai balli un po' imbarazzati di due tronchetti, alle risate per le mie figuracce... In questo credo, adesso.

You are loved
Don't give up
It's just the weight of the world
Don't give up
Every one needs to be heard
You are loved

Io ti Amo. Grazie di esistere. Per me questo è Il Senso.

.::SarAurora::.

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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 19:51
martedì, 11 novembre 2008

... Mi ritrovo qui, nella mia stanza. Penso, in realtà. Penso molto, mentre Norah Jones canta di sottofondo "Don't know why". (Non propriamente lei personalmente in flesh and blood, ma ci siamo capiti.) Penso da oggi pomeriggio, pensavo mentre guidavo. Non avevo neanche fretta di tornare a casa e stranamente la strada era libera.

Da qualche giorno, forse una settimana, sono più silenziosa, il che in un certo senso mi preoccupa data la mia ormai nota logorrea (Oddio, non so se esiste come termine. Se non esiste, lo invento io. Logorrea.), che mi spinge a dire tutto quello che mi passa per la testa, procurandomi non pochi guai. Ma questa è un'altra storia.

Insomma, la realtà dei fatti è che mi sento più riflessiva che espressiva. E ricado inesorabilmente nella fase in cui mi riesce più facile scrivere piuttosto che parlare. Sono pervasa, invasa, infravasa (Eccone un altro. Segnate, segnate) da una specie di malinconia che si manifesta in alcuni momenti assolutamente fuori luogo.

Esempio.

A: Ti amo...
S: (Sorrisone) Ti amo
A: (Sorrisone)
S: ............

In quel momento dei puntini di sospensione, la mia mente partorisce parecchie cosine, anche discretamente carine lo ammetto, da dire o da fare, ma a quanto pare le mie sinapsi, al momento di passare dal pensiero all'azione, inciampano in una specie di dosso che non so definire meglio di malinconia. Gli omini blu (Neurotrasmettitori. Lo dico per chi, come me, ha fondato le basi del suo sapere umano su Esplorando il Corpo Umano) corrono verso l'azione speditissimi, via via via STOP! Pozzanghera! -Aggirala!- Ma è ENOOORME!!! -Saltala!- Ma è LARGHISSIMA!! -...- Finita l'ispirazione.

A: A che pensi?
S: A niente...
A: Hai la faccia pensierosa...
S: Ma no, sono tranquilla...

-Spiegagli della malinconia- Ma c'è la pozzanghera!!! (O Melma Melmosa, insomma.) -...-
Insomma, come si fa a spiegare a qualcuno che in realtà il problema è che c'è una specie di istinto ancestrale a tenersi tutto dentro, a conservare le emozioni che si provano come se il solo esprimerle farebbe perdere loro il senso?

Mi viene in mente un personaggio di Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi trovò (Seconda parte della saga di Miss Liddell. E io non sono una fissata!). Nella versione inglese si chiama Humpty Dumpty, in italiano Tombolo Dondolo o qualcosa del genere. Insomma, questo Humpty Dumpty, parlando con la bambina, dice una cosetta interessante. "Quando io uso una parola [...] essa significa esattamente ciò che io voglio che significhi.

Io vorrei dire "Ti Amo" e che quel ti amo significhi quella massa informe di emozioni, sensazioni, desideri, sogni, speranze, paure, slanci, idee che in realtà significano nella mia testa. Quando io dico "Sono felice" vorrei che si capisse senza che io dica altro cosa voglio dire. Eppure il Ti Amo, il Sono Felice, sminuiscono tutto. E allora è più facile stare in silenzio. Ma Humpty Dumpty prosegue, dopo che Alice domanda il senso di una parola, apparentemente messa a casaccio, nella frase:  "E' naturale che tu non lo sappia... finché non te lo dico io."

Allora forse la questione è che sono troppo superba per accettare che quello che provo possa essere racchiuso in un Ti Amo. O forse basterebbe dire "Ti Amo, è la cosa più importante che riesco a dire, ma non la più grande che riesco a provare."

A: Che succede?
S: Non ho voglia di andare a casa...

Ecco l'esempio di oggi. Ripensandoci e rileggendomi, sembro una specie di bambina delle elementari con evidenti problemi di capricci. Ma non c'è modo di esprimere in maniera più efficace di "Non ho voglia di andare a casa" quella sensazione di incompletezza, di insoddisfazione, di fastidio ogni volta che sento che il tempo non è stato ancora abbastanza, che ne voglio di più.

Insomma. La realtà dei fatti, senza ulteriori giri di parole, è che le parole potrebbero essere efficaci, sì. Ma non le so usare, credo. O almeno non so usarle in quella maniera semplice, diretta, eppure completa che potrebbe descrivere ogni sensazione, sentimento, emozione, paura, idea di cui sono gelosa. Estremamente gelosa.  Quindi... Malinconia.

.::Acida::.
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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 23:46
lunedì, 10 novembre 2008

Per anni mi hanno detto che ero troppo mascolina. Cadenza troppo romana, jeans troppo larghi, scarpa da ginnastica troppo grande.

Passano 4 anni. Forse 5.

Porto i jeans aderenti e scopro che mi fanno venire gli ascessi all'inguine.
Ho la pelle troppo delicata per il fondotinta. Mi vengono le macchie sul viso.
Orecchini e collane mi fanno venire le allergie.
I tacchi mi fanno male alla schiena e ai talloni, problemi evidenti di lordosi.

... Almeno prima ero sana!!! Ma Vaffanc...Ops, troppo maschia.

.::Acida::.
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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 19:50
mercoledì, 05 novembre 2008

Lo Stregatto le compariva sul deretano, nel cartone. La realtà è che la Regina di Cuori ghignava parecchio. Se la rideva e impartiva ordini a casaccio, sanguinosi, imperativi. E il primo che mi dice che non è una metafora questa, gli sputo.

La realtà è che quando compare la Regina di Cuori tutti hanno paura di morire, lo Stregatto stesso ha paura di lei. Le ride alle spalle, ma scompare in fretta. E io ho sempre tentato di scappare dalla Regina di Cuori. Taglia le teste, quella!!!

Eppure per sfuggire alla Regina di Cuori basta starle lontano, non sfrugugliarla, non romperle le scatole. Fare in modo che non ti veda. Non attirare la sua attenzione, mi raccomando. Potresti morire... E invece eccomi qui. La Regina di Cuori mi ha preso, mi sono fatta tagliare la testa. Ma giuro, sto bene. Sto benissimo. Cammino come un pollo decapitato, corro felice perchè ora mi pompa il cuore. Basta testa. Solo cuore.

Ti leggo negli occhi, guardo i tuoi movimenti e so cosa dirai, cosa stai pensando. Non sei prevedibile, è che sto imparando. Sto imparando che se due cuori diventano uno, è più facile stare in silenzio e ascoltarsi. Ora so che la testa era inutile, perchè è il mio cuore che senti. E non ragiono sui sogni, li vivo col cuore con te... E aspetto, perchè con te ho imparato ad aspettare, perchè non ho fretta. Il mio futuro è tuo, lo senti battere nel tuo petto. Di poche parole... E' il nostro cuore che parla di noi. Parla per noi.

... Anche se ho i jeans e gli stivali sporchi di terra perchè ti diverti a vedermi rotolare...


.::Acida::.
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Blaterato Da AcidaComunque alle ore 00:45
venerdì, 31 ottobre 2008

Ci sono stati momenti che hai vissuto che con te non vivrò mai, cose che hai fatto che in fondo non potrò condividere con te. E per quanto possa sforzarmi di fare finta che non ci siano, per quanto possa cancellare tutto ogni volta che ti vedo, quando non ci sei li sento. I fantasmi, dico.

Mi accusano di essere stata il terzo incomodo, la stronza di turno, quella che si doveva soltanto fare gli stracazzi suoi (e Dio solo sa quanto avrei rimpianto farmi gli stracazzi miei). Ma resta il fatto che quando non ci sei di queste cose sento il peso. 

Poi la notte è infame per queste cose, si sa. I pensieri più assurdi nascono di notte, le cose sembrano più intricate o più facili, a seconda dell'umore, del tempo, degli ormoni, della sindrome premestruale (Soprattutto la sindrome premestruale maledetta!) e della digestione.

E comunque mi rendo conto che sono mille paranoie, mille cose stupide. Eppure la notte sembra tutto più difficile. O più facile. Stanotte più difficile.  E le etichette maledette. Me ne sono appiccicata una in fronte.Tu cerchi di cancellarla, o non la vuoi vedere, poi dici che io non sono quella. Che sono gli altri che mi trattano da quella. Eppure io dietro quell'etichetta ho nascosto mille paure. E tu hai voluto guardare oltre quell'etichetta e io ora ho paura perchè vedi che l'etichetta mentiva.

E' come per i prodotti made in Italy con gli ingredienti cinesi! Non c'è niente da fare, scopri le cose solo dopo che le assaggi. E ora che hai visto dietro l'etichetta, come al solito in First Time and Pole Position, mi domando quanto tempo ci metterai ad andartene via. Ma sì, forse non andrà così. Forse avremo veramente Aurora, forse andrà tutto meglio ancora di come ce lo siamo immaginato. Oppure resterai comunque l'Amore della Mia Vita e quell'etichetta non te la toglierà nessuno. Ma io voglio viverti fino in fondo, per quanto mi senta ancora braccata dai fantasmi. E, tornando a bomba, hai vissuto cose che io non ho vissuto e non so se è così facile chiudere tutto. Non penso lo sia, non credo lo sia. Io aspetto, anche perchè avrei aspettato altri mille anni per averti con me. 

Ma a prescindere da tutto, io sono Glamour. Mantella bianca, jeans neri, stivaletti tortora scamosciati in tinta con la cinta, la borsa e il trucco.  Alla faccia della Jolie.

Mio

.::Acida::.
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